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Vision Research Briefing 12  
 

entrepreneurship - the vital signsL’imprenditorialità – i segni vitali

 

Ai cercatori del Sacro Graal – sempre più numerosi – non mancano le definizioni di ciò che è l’imprenditorialità. Tuttavia il consenso su tale definizione è sempre più vago. La presente ricerca non intende riprendere un tema già dibattuto.

Cerchiamo piuttosto di stabilire quali siano le fonti dell’imprenditorialità e che tipo di contesto famigliare più facilmente concepirà la prossima generazione di imprenditori. Cerchiamo dove è più alta la presenza di imprenditori e il posto ideale che imprenditorialità e imprenditori dovrebbero occupare nelle aziende attuali e future.

 

Scopriremo in quale misura nelle aziende l’ambiente è atto a promuovere l’imprenditorialità, nel senso di quegli elementi, di quelle strutture e sistemi di cui l’imprenditorialità si nutre e persino negli atteggiamenti del management e dello staff.

Infine, fino a che punto l’imprenditorialità è fondamentale per la sopravvivenza delle persone, dei team, delle aziende e della società nel suo complesso?

 

Nell’autunno del 2004, 288 manager e personale di vendita di tutta Europa sono stati coinvolti in una ricerca di Krauthammer International mirata a dare risposta a questi interrogativi. Domande di vitale importanza visto che le aziende devono essere sempre più agili se vogliono continuare a creare valore aggiunto per i propri clienti.

Quasi la metà dei rispondenti si occupava di vendita.

 

Sintesi

Quanto sono comuni gli imprenditori? Una persona su quattro afferma che il complesso di conoscenze, obiettivi e risorse riferiti agli imprenditori è “molto spesso vero”. In generale la ricerca lascia intendere che circa la stessa percentuale di persone manifesta tendenze e simpatie imprenditoriali.
Da dove viene l’imprenditorialità? L’imprenditorialità non si trasmette con i modelli di comportamento. E’ una qualità innata – pur non essendo una caratteristica genetica. E non è neppure correlata alla “vita di strada” – l’analogia con il “venditore ambulante”.
Come si alleva un figlio perché diventi imprenditore? La libertà è uno dei fattori più importanti per coltivare l’imprenditorialità nel contesto famigliare. L’imprenditorialità si può coltivare con la formazione o il training cognitivo e comportamentale.
Come fanno le aziende a mobilitare la gestione delle opportunità nei team? Secondo la ricerca, sta venendo a mancare l’imprenditorialità nei team.
In che misura l’ambiente aziendale attuale è in grado di promuovere l’imprenditorialità? In un certo senso ha molto in comune con il discorso sulla famiglia ideale che gli intervistati sceglierebbero per creare un giovane imprenditore. In nove aziende su dieci sono più o meno presenti le condizioni necessarie per stimolare l’imprenditorialità. E nelle aziende è presente una corrente sotterranea di libertà, supportata da una significativa presenza di incentivi finanziari.
In che misura le infrastrutture dell’azienda sono idonee per supportare le iniziative imprenditoriali? I sistemi burocratici rappresentano l’ostacolo peggiore all’imprenditorialità nelle aziende – solo un intervistato su dieci crede che i sistemi strutturali in generale rappresentino veramente un aiuto. Tuttavia in generale sono relativamente bassi i livelli di insoddisfazione rispetto alla presenza di infrastrutture nelle aziende.
In che misura le aziende destinano risorse nelle infrastrutture per supportare l’imprenditorialità? Sette aziende su dieci stanno profondendo grande impegno per mantenere o migliorare leggermente i sistemi strutturali per sostenere l’imprenditorialità. Solo una su dieci la considera una vera priorità.
Quale è la disposizione migliore in termini di capitale umano per stimolare e gestire l’imprenditorialità? Il ‘meglio di entrambi’ tra la libertà imprenditoriale totale e il controllo totale, è quello che ci vuole nel business.
Come reagiscono emotivamente i colleghi nei confronti delle iniziative imprenditoriali? Il Senior Management e i colleghi che non fanno parte del team manageriale provano entrambi un insieme di piacere, supporto e prudenza nei confronti delle iniziative imprenditoriali. Le reazioni negative sono rare.
Quanti imprenditori la gente vuole vedere nel proprio ambiente? Nove persone su dieci vorrebbero che fossero imprenditori il 50% o più della popolazione aziendale. Più di quanto non accada ora. Uno su cinque crede che tutti dovrebbero essere imprenditori.
Tutti hanno il diritto di essere imprenditori? I più credono che essere imprenditori in una struttura corporate sia “un diritto che va conquistato” – è legato alla posizione nella gerarchia dell’organizzazione.
In che misura l’imprenditorialità è importante per la sopravvivenza? Nove persone su dieci credono che l’imprenditorialità sia vitale o molto importante per la sopravvivenza dell’intera organizzazione. In generale, otto persone su dieci sono convinte che lo sarà in generale entro 20 anni.

Imprenditorialità – conoscenza personale, obiettivi e risorse

 

Affermazione % di chi afferma 'molto spesso vero'
Mi conosco e so cosa mi appassiona maggiormente 41%
Mi sforzo di affidare le maggiori opportunità alle persone migliori 31%
Conosco e mi sforzo di focalizzarmi su progetti che creano valore per i clienti e gli azionisti 26%
Conosco il mio talento principale e vi capitalizzo al massimo 25%
Conosco le mie priorità strategiche e mi sforzo di realizzarle 21%
So cosa indirizza le mie risorse economiche interiori a creare un’elevata redditività 18%
Possiedo una rete interna ed esterna eccellente e le dedico un’attenzione particolare 17%

 

Risposte globali alle affermazioni %
Molto spesso vero 25%
Spesso vero 53%
Qualche volta vero 19%
Raramente vero 2%
Molto raramente vero

0%

Totale

100%

 

Risultati principali Conclusioni

E’ considerata “molto spesso vera” più di tutte le altre l’affermazione ‘Mi conosco e so cosa mi appassiona maggiormente’.

Sono considerate “molto spesso vere” meno di tutte (da circa il 20% delle persone), le affermazioni:

  • ‘So cosa indirizza le mie risorse economiche interiori a creare un’elevata redditività’
  • ‘Possiedo una rete interna ed esterna eccellente e le dedico un’attenzione particolare’

In generale, il 25% dichiara che tutte le affermazioni su di loro nel complesso sono “molto vere”.

Per fregiarsi della qualifica di “imprenditori”, bisogna essere dotati di flessibilità. Ciò significa che un imprenditore sperimenta o attiva conoscenze e atteggiamenti imprenditoriali in continuazione – anche quando le circostanze non sono favorevoli, e pertanto devono essere “molto spesso vere” tutte le affermazioni su di una persona perché sia con ragione definita imprenditore. Cosa che, sinceramente, si può dire di una sola persona su quattro.

I punteggi su reti e economia sono leggermente sotto la media – e sono certamente due competenze chiave dell’imprenditorialità.

In termini di gestione di opportunità, affidare ai migliori maggiori opportunità, 1 persona su 3 o anche meno lo fa “molto spesso” – e questo rivela che per varie ragioni l’imprenditorialità del team non viene sviluppata al meglio.

La cosa non sorprende visto che solo il 21% conosce o si sforza di soddisfare le proprie priorità strategiche.

 

Situazioni e reazioni imprenditoriali

Abbiamo chiesto agli intervistati di immaginarsi in una serie di situazioni che comportavano tanti rischi quante opportunità e di segnare la casella che meglio rispondeva alla loro prima reazione istintiva.

 

Affermazione “immagini di” % di chi afferma “molto stimolante”
Immagini di avere degli obiettivi ma nessuna guida per raggiungerli 21%
Immagini che i suoi affari stiano rapidamente perdendo azioni sul mercato 10%
Immagini di dover trovare urgentemente delle opportunità al di fuori della solita base target 21%
Immagini di essere ad un cocktail-party tenuto da un concorrente indiretto e di non conoscere nessuno 9%
Immagini di avere un incontro con un nuovo partner in affari. E’ difficile prendere una decisione 29%
Immagini che vi sia stata nel corso della mattina una notifica di profitto aziendale. 7%
Immagini di negoziare un progetto importante con un nuovo contatto 59%
Immagini che i suoi clienti chiedano un servizio inconsueto per la sua azienda 18%
Immagini di dover convincere i suoi colleghi ad adattare la logistica al nuovo servizio 29%
Immagini che il servizio debba essere pronto in due settimane. Il capo è in vacanza 33%
Immagini di non avere la minima idea su come potrebbe reagire il capo 10%

 

Risposte globali alle affermazioni %
Molto stimolante 22%
Abbastanza stimolante 39%
Neutrale 26%
Leggermente inquietante 11%
Molto inquietante 2%
Totale 100%

 

Risultati principali Conclusioni

I più stimolanti:

Il 29% ha trovato molto stimolante la situazione “Immagini di dover convincere i suoi colleghi ad adattare la logistica al nuovo servizio”

“Immagini di negoziare un progetto importante con un nuovo interlocutore” (59%)

I più inquietanti :

“Immagini che nel corso della mattina è stato lanciato un profit warning” (29%).

Immagini che i suoi affari stiano rapidamente perdendo quote di mercato” (40%).

Il meno stimolante

“Immagini di essere a un cocktail party offerto da un concorrente indiretto e di non conoscere nessuno (9%)’.

Hanno un punteggio alto in fatto di stimoli, le situazioni in cui si ha un’interfaccia diretta con il cliente – che si presume comporti una certa dose di controllo della situazione – e in realtà una certa libertà di azione. ‘’Immagini di negoziare un progetto importante con un nuovo interlocutore”

Il lavoro in rete/la negoziazione con il team “Immagini di dover convincere i suoi colleghi ad adattare la logistica al nuovo servizio” è la più stimolante delle situazioni presentate, cosa rimarchevole visto com’era basso il punteggio sulle reti della precedente domanda. Questa affermazione riguarda ovviamente il lavoro in rete interno. Per quanto riguarda il lavoro in rete esterno, il cocktail party stimola molto solo una persona su dieci.

Hanno un punteggio basso in fatto di stimoli, e sono molto inquietanti, le situazioni che esulano dal controllo diretto dell’intervistato in relazione a situazioni aziendali – profit warning e perdita di quote di mercato. E’ interessante notare che sui profit warning il 43% reagisce in modo “neutrale”. Siamo cinici, apatici o ci controlliamo molto nei momenti difficili?

Anche qui – “molto stimolante” – che si tende ad associare con lo spirito imprenditoriale, se preso in tutta “la gamma delle situazioni” è vero nel 22% circa dei casi. Quindi detto sinceramente, per 1 persona su 5.

 

Fonti di imprenditorialità

Cosa c’è alla radice del carattere imprenditoriale a livello personale?

 

Fonte % risposte “sì”
Talento 67%
Training (comportamentale) 48%
Istruzione (apprendimento cognitivo) 45%
Ambiente famigliare 40%
Geni 24%
Modelli di comportamento 21%
La strada 18%
Non lo so 2%

 

I risultati principali Conclusioni

Il 98% delle persone aveva il proprio parere sulle fonti dell’imprenditorialità.

Il più significativo era il talento – votato da sette persone su dieci.

E circa metà degli intervistati credeva che fossero importanti:

  • l’ambiente famigliare
  • l’apprendimento cognitivo
  • il training comportamentale.

Gli altri fattori, come le caratteristiche genetiche, la strada, i modelli di comportamento, hanno ottenuto circa la metà di questi punteggi.

L’imprenditorialità non si trasmette con i modelli di comportamento, è una qualità innata, un “talento” – che però i più non considerano una caratteristica genetica. E non è considerata neppure in relazione con la “vita di strada” – l’analogia con “l’ambulante”.

L’imprenditorialità può essere coltivata da un ambiente famigliare idoneo – che offra istruzione e training cognitivo e comportamentale (hanno ottenuto entrambi circa lo stesso punteggio).

Quindi l’imprenditorialità è un insieme di talento, che per essere galvanizzato al massimo andrebbe coltivato con il training cognitivo e comportamentale in un contesto famigliare idoneo. Meno per contatto con modelli di comportamento o la vita dura.

 

La prevalenza degli imprenditori

Agli intervistati è stato chiesto: “Quale percentuale del team di cui è a capo o di cui fa parte, ritiene sia un imprenditore? Quanti si aspetterebbe che fossero?”

 

prevalence of entrepreneurs

 

Risultati principali Conclusioni

Il 76% degli intervistati considera imprenditore sia il 25% che il 50% dei propri diretti colleghi. (Di cui il 46% osservava una prevalenza del 25% e il 30% una prevalenza del 50%).

Nove persone su dieci credono che la prevalenza sia del 25% o più.

Nove persone su dieci vorrebbero che fossero imprenditori il 50% o più dei colleghi.

Una persona su cinque ritiene che tutti dovrebbero essere imprenditori.

Il 2% non ne vorrebbe affatto.

Si può concludere in generale che gli intervistati ambirebbero a vedere un numero di imprenditori maggiore di quanti non siano attualmente. Il 21% degli intervistati ritiene che tutti dovrebbero essere imprenditori.

Il dato di un intervistato su quattro o uno su cinque che dimostra atteggiamenti, energia e simpatie imprenditoriali incomincia a essere ricorrente e continua in tutta la ricerca.

 

L’imprenditorialità nel contesto aziendale – questioni di management

Agli intervistati è stato chiesto fino a che punto concordassero con una serie di affermazioni relative al possibile impatto sull’azienda se fosse composta esclusivamente di imprenditori, al concetto che dovrebbe esistere un legame diretto tra l’imprenditorialità e la posizione e l’esperienza, e in che misura tutti i prodotti e i servizi dovrebbero essere aperti alla sua influenza.

 

 

entrepreneurship in the business context - management issues

 

Risultati principali Conclusioni

Oltre metà degli intervistati è pienamente o parzialmente d’accordo sul fatto che l’imprenditorialità non dovrebbe riguardare automaticamente ogni prodotto e servizio.

E’ di parere contrario solo una persona su cinque.

La metà è pienamente o parzialmente d’accordo sul fatto che dovrebbe esistere un legame diretto tra imprenditorialità e responsabilità / anzianità di servizio. Anche in questo caso, è di parere contrario una persona su cinque.

Quasi tre quarti delle persone crede parzialmente o totalmente che un’impresa formata semplicemente da imprenditori mancherebbe di coesione. Uno su dieci crede che questo non costituisca un problema.

Molti sono dell’opinione che non a tutti i prodotti e servizi si debba dare una interpretazione universale. Per metà pensano che entro certi limiti l’imprenditorialità si debba concedere solo a chi ha fatto esperienza e vada correlata a un certo grado di responsabilità. In altre parole, essere imprenditori è un “diritto che va guadagnato” – è legato alla posizione ricoperta nell’organizzazione.

Una persona su cinque si esprime però in modo uniforme su questo punto – in termini di prodotti e servizi e tutti i livelli di staff che sarebbe ideale lasciare liberi di entrare in contatto con l’imprenditorialità. Tuttavia, quando si affronta il tema della coesione in azienda, davanti alla possibilità che tutta l’azienda sia costituita da imprenditori, emergono risposte più caute.

Un’imprenditorialità definita “sfrenata” è quella che studia Birkinshaw della London School of Economics quando approfondisce e elabora un modello sviluppato da BP per circostanziare quello che potremmo descrivere come il paradosso del caos e del controllo (De Wit & Meyer). Nello stesso articolo discute su di un polo del paradosso, il caso Enron, come esempio di ciò che può succedere quando si lascia libertà totale nelle organizzazioni.

Da tutto questo si evince l’esigenza di una sintesi di qualche genere – quella che potremmo definire “imprenditorialità disciplinata”.

 

Ambienti imprenditoriali in famiglia

Agli intervistati è stato chiesto di supporre che l’imprenditorialità si possa coltivare. Qual è secondo loro l’ambiente famigliare che crea le migliori condizioni? Era possibile segnare più di una casella e agli intervistati è stato poi chiesto di scegliere l’elemento che consideravano più importante in assoluto.

 

Considerati di “importanza essenziale” %

Libertà di creare reti sociali

82%

Spazio per identificare e realizzare le proprie ambizioni

79%

Feedback costruttivo

73%

Libertà di espressione personale

66%

Senso di appartenenza, ruolo apprezzato in famiglia

60%

Un posto sicuro per sperimentare e rischiare

57%

Guida e consiglio comportamentale

39%

Attività sportiva

36%

Elementi materiali (alimenti, abbigliamento, denaro per le piccole spese)

20%

Preparazione universitaria

20%

Disciplina e controllo parentale

14%

 

L’elemento più importante di tutti %

Spazio per identificare e realizzare le proprie ambizioni

39%

Un posto sicuro per sperimentare e rischiare

11%

Libertà di espressione personale

11%

Feedback costruttivo

10%

Senso di appartenenza, ruolo apprezzato in famiglia

9%

Libertà di creare reti sociali

8%

Altro 4%

Guida e consiglio comportamentale

4%

Disciplina e controllo parentale

2%

Elementi materiali (alimenti, abbigliamento, denaro per le piccole spese)

1%

Preparazione universitaria

1%

Attività sportiva 0%
Totale 100%

 

Risultati principali

Quando si chiede quale sia il fattore più importante per educare all’imprenditorialità, il più citato da oltre un terzo delle persone è stato “Spazio per identificare e realizzare le proprie ambizioni”.

Oltre a questo fattore, una persona su dieci ha indicato come fattore più importante “Libertà di espressione personale” e “Un posto sicuro per sperimentare e rischiare”.

Quando il gruppo è stato obbligato a scegliere l’unico fattore ritenuto più importante, (a parte l’attività sportiva che non è stata scelta affatto), sono risultati relativamente trascurabili gli elementi materiali, la preparazione universitaria e la disciplina e il controllo parentale. Quasi nessuno pensava che questi elementi fossero importanti.

Conclusioni

Le affermazioni riferite alla libertà sono state nel complesso dichiarate il fattore “più importante in assoluto” nell’educazione alla imprenditorialità da più di metà degli intervistati. Li abbiamo descritti come “Spazio per identificare e realizzare le proprie ambizioni”, “Un posto sicuro per sperimentare e rischiare” e “Libertà di creare reti sociali”. Quindi meno sono gli ostacoli, i parametri e i controlli imposti e maggiori sono le probabilità che un figlio diventi imprenditore. A titolo di prova si potrebbe dire il contrario, ossia che maggiori sono i parametri e i controlli e minori sono le probabilità – o addirittura che tali parametri e controlli sono irrilevanti. In realtà il 42% degli intervistati ha dichiarato che “farebbero di tutto per ostacolare” la disciplina e il controllo parentale.

Tutto il resto, guida e consigli, feedback, senso di appartenenza alla famiglia, ha avuto risposte tiepide – in linea forse con la sensazione che gli imprenditori hanno bisogno di libertà. Quindi, seppure non trascurabili, questi punti non sono degli stimoli determinanti per l’imprenditorialità ma integrano il complesso di stimoli più che esserne il propulsore. Lo stesso si può dire delle attività sportive.

Il punteggio è stato relativamente basso - 8% - anche quando al gruppo è stato chiesto di scegliere sulla “Libertà di creare reti sociali”. Rispecchia la risposta alla prima affermazione – “Possiedo una rete interna ed esterna eccellente e le dedico un’attenzione particolare”. Il lavoro in rete oltre a essere considerato non qualificante come motore primario per l’educazione all’imprenditorialità, non viene nemmeno esercitato nella vita aziendale reale, dalla maggior parte delle persone.

Il detto popolare dice “dove c’è lavoro sporco c’è denaro” – come la scuola di imprenditorialità di Barbara Taylor Bradford e Via col Vento (forgiato dalle difficoltà). E’ dimostrato che non è così. L’88% degli intervistati ritiene che una quantità sostanziale o moderata di elementi materiali è uno degli elementi costitutivi del giovane imprenditore. (Solo il 12% farebbe di tutto per ostacolarli. Un intervistato ha risposto alla domanda precedente dicendo che gli elementi materiali erano importanti per sviluppare “l’attitudine al combattimento”).

Essendo considerato di “importanza sostanziale” – nonostante il punteggio basso in termini di “il più importante” troviamo l’attività sportiva – 36% degli intervistati darebbero la possibilità di praticarla.

L’87% considerava di importanza sostanziale “altri fattori” – solo il 5% degli intervistati ha dichiarato cosa intendeva che fossero. Di questi suggerimenti, “i modelli di comportamento” erano i più citati. Altri hanno citato dei fattori di rilevanza morale come “responsabilità”, “rispetto”, “valori famigliari”, “disciplina imparata” – e in un caso “una educazione Cristiana”. Altri hanno parlato di “fortuna” – concetto forse trascurato nella nostra epoca estremamente analitica. Molti sostengono però che la fortuna tende a favorire i perseveranti.

E se da un lato “Libertà di creare reti sociali” ha avuto un punteggio basso come “più importante”, dall’altro l’82% lo considera un valore fondamentale nell’educazione all’imprenditorialità. E persino alcuni – seppure si tratta di un gruppo molto esiguo di persone – considerano la disciplina e il controllo parentale un valore sostanziale. Sono stati battuti ai voti. Il 42% farebbe di tutto per ostacolarlo.

Parlando in generale, la graduatoria degli elementi considerati di “importanza sostanziale” si può riferire a quanto sopra in quanto chiunque desideri crescere il proprio figlio da imprenditore usa esattamente lo stesso mix di elementi!

 

Ambienti aziendali imprenditoriali

In relazione all’azienda per cui lavorano, si chiedeva “In che misura sussistono le condizioni per stimolare l’imprenditorialità?”

 

entrepreneurial business environments

 

Risultati principali Conclusioni

Quasi tutti i fattori di stimolo all’imprenditorialità proposti sono stati indicati come sostanzialmente o moderatamente presenti da circa l’80-90% degli intervistati, quindi sono attivamente ostacolati circa nel 10-20% delle volte – a seconda dei fattori di cui si parla.

La presenza più sostanziale (circa tre quarti degli intervistati ha detto che così era) è la “Libertà di creare reti” su cui, come abbiamo visto in precedenza, il campione degli intervistati non capitalizza appieno.

La libertà di espressione personale è presente in circa la metà dei casi.

Anche lo spazio per sperimentare e assumere i rischi è sostanzialmente presente in circa la metà dei casi.

Uno su cinque intervistati ha affermato che “La disciplina e il controllo manageriale”, d’altro canto, era “sostanzialmente presente” – tuttavia uno su tre intervistati ha affermato che era attivamente ostacolato.

Gli incentivi finanziari sono stati definiti “sostanziali” in quasi un terzo dei casi.

L’addestramento e l’apprendimento cognitivo erano presenti “sostanzialmente” in circa il 40% dei casi.

Se confrontiamo la domanda precedente, che riguardava gli elementi con cui gli intervistati costruirebbero una famiglia che volesse promuovere l’imprenditorialità e la mettiamo in relazione con la “corporate family”, i risultati dimostrano che la vita aziendale è relativamente in linea con il contesto desiderato. Sebbene in pratica gli elementi siano meno presenti che nella teoria, il quadro complessivo segue gli stessi schemi.

Possiamo concludere che nelle aziende vi è una indubbia corrente sotterranea di libertà – e laddove si esercita qualche forma di controllo, questo non soffoca assolutamente lo spirito imprenditoriale. Questo è supportato dalla presenza di incentivi finanziari – definiti “sostanziali” dal 30% degli intervistati e in linea con la tendenza generale, definiti “presenti” dal 90%.

Forse ora stupisce maggiormente il fatto che solo il 49% degli intervistati ritiene di godere di una “sostanziale” libertà di espressione personale.

 

L’attuale capacità delle aziende di supportare gli aspetti strutturali dell’imprenditorialità

Nelle organizzazioni anche l’imprenditorialità ha un impatto sull’ambiente interno e impone che l’ambiente interno sia strutturato in modo da consentirlo. Riguardo ad alcuni specifici elementi vitali, è stato chiesto in che misura tali elementi promuovano o al contrario ostacolino l’imprenditorialità.

 

current ability of companies to support the structural aspects of entrepreneurship

 

Risultati principali Conclusioni

Sono i sistemi amministrativi e burocratici ad essere considerati maggiormente di “indubbio ostacolo” (dall’11% degli intervistati) e in misura minore in assoluto di “totale supporto” (dal 2% degli intervistati).

In nessun campo gli aspetti strutturali sono di totale supporto per oltre il 14% del campione.

Le infrastrutture informatiche e la flessibilità prodotti/servizi sono definite di sufficiente o totale supporto da oltre metà degli intervistati – ed è proprio questa materia che ha raggiunto il punteggio più alto in assoluto.

L’insoddisfazione nei confronti del supporto strutturale all’imprenditorialità è relativamente bassa – ma non si può neppure dire che l’entusiasmo sia alle stelle.

Possiamo avanzare la conclusione che, partendo da quanto emerge dalle risposte precedenti, il 20% circa del campione manifesta forti tendenze imprenditoriali, il fatto che solo il 5% del campione ritiene che i propri sforzi siano ostacolati dai sistemi, è forse una notizia incoraggiante per chi ricerca la creatività in azienda.

 

Le risorse destinate ai sistemi di supporto dell’imprenditorialità

Abbiamo chiesto – “In quale misura ritiene che la sua azienda dedichi delle risorse per essere in grado di sostenere gli aspetti strutturali dell’imprenditorialità?”

 

 

resourcing entrepreneurship support systems

 

Risultati principali Conclusioni

Circa un’azienda su dieci (7%) considera come massima priorità il supporto strutturale all’imprenditorialità – nel senso della quantità di risorse che sono destinate a migliorarla.

Quasi tre quarti delle aziende fa grandi sforzi per mantenere o migliorare leggermente lo status quo.

Una percentuale minima di aziende sta effettivamente ostacolando delle strutture che potrebbero supportare l’imprenditorialità.

Vedremo in seguito come le persone ritengono che l’imprenditorialità sia vitale per la sopravvivenza di intere organizzazioni.

Tuttavia l’indifferenza degli intervistati nei confronti dei livelli di supporto esistenti – che abbiamo visto all’ultima domanda – pare trovare riscontro da parte dei manager che possono destinare risorse per migliorare le cose.

Pochissimi ottimizzano la propria organizzazione tanto da piazzarsi ai primi posti per il supporto dato all’imprenditorialità.

 

Reazioni emotive alle iniziative imprenditoriali

Ciascuno degli esseri umani che vive all’interno delle strutture, ha il suo temperamento. E’ stato chiesto come reagisce dal punto di vista emotivo il senior management team dell’azienda quando gli intervistati prendono delle iniziative imprenditoriali e in che modo reagiscono i colleghi che non fanno parte del management team. Risposta multipla.

 

Reazione Management Non-Management
Piacere 15% 16%
Supporto 41% 41%
Divertimento 6% 7%
Sarcasmo 4% 5%
Paura 4% 5%
Prudenza 30% 28%
Agitazione 3% 5%
Irritazione 5% 5%
Rabbia 0% 0%
Confusione 4% 4%
Nessun consenso 7% 7%
Disaccordo fermo all’interno del team 2% 2%
Nessuna reazione di cui sono a conoscenza 8% 8%

 

Risultati principali Conclusioni

Tanto il senior management che i colleghi che non ne fanno parte, reagiscono nel complesso in modo molto simile nei confronti delle iniziative imprenditoriali. I più frequenti sono il piacere (15%) e il supporto (41%).

La prudenza è citata dal 30% circa. Le reazioni negative come l’irritazione, la confusione, il sarcasmo o la paura sono, sempre ricordando le risposte alle domande precedenti, citate ciascuna da circa il 5% delle persone. Le iniziative imprenditoriali non suscitano mai rabbia.

Il 7% ritiene che ci sono discrepanze nelle reazioni del senior management e tra i colleghi che non ne fanno parte. Ciò significa che per il 93% delle persone, le risposte sono coerenti.

Alla corrente sotterranea di libertà in relazione all’imprenditorialità, possiamo ora aggiungere la corrente sotterranea di positività. In ogni caso comunque temperata dalla prudenza e in pochissimi casi accolta da un aperto dissenso.

 

Imprenditorialità - vitale per la sopravvivenza?

Tirando le somme, quanto è importante l’imprenditorialità per i concetti principali, le sotto-categorie della società e il business?

 

 

entrepreneurship - vital to survival?

 

Risultati principali Conclusioni

Il 62% degli intervistati considera l’imprenditorialità vitale o molto importante per la sopravvivenza dell’individuo

Il 70% ritiene che sia vitale o molto importante per la sopravvivenza della società

Il 75% la considera vitale o molto importante per la sopravvivenza dei team

L’89% - la percentuale più alta – per la sopravvivenza di intere organizzazioni

Il 76% ritiene che sia vitale o molto importante per la sopravvivenza del business globale

E’ trascurabile il dato relativo alle persone secondo cui l’imprenditorialità è in generale una barriera, irrilevante o abbastanza irrilevante.

Entro 20 anni, l’imprenditorialità sarà vitale o molto importante per la sopravvivenza – secondo l’83% degli intervistati.

Quasi 9 persone su 10 considerano l’imprenditorialità vitale, in misura maggiore o minore, alla sopravvivenza dell’intera organizzazione.

Tuttavia a una prima occhiata non sembra esserci nessun nesso coerente nel ragionamento degli individui che costituiscono le organizzazioni o il network globale del business o neppure la società che queste organizzazioni servono. Forse perché non tutto il campione in genere lavora nel mondo del business - un gran numero appartenenti alla società trascorre la propria vita lavorativa al servizio delle nostre esigenze in termini di sanità, istruzione, governo, amministrazione e difesa.

 

Metodo

288 manager e addetti alle vendite di diversi paesi europei hanno compilato il questionario online. Degli intervistati, il 52% si occupa di vendite. In termini di dimensioni delle aziende, il 16% di coloro che hanno dato informazioni sulle dimensioni della propria azienda lavora per organizzazioni con 100 dipendenti o meno. Il 25%, per organizzazioni tra i 100 e i 1000 dipendenti e il 28% per organizzazioni con oltre 1000 dipendenti. Erano rappresentati diversi settori e quello che da solo costituiva la presenza maggiore, del 10%, era quello delle finanze. L’indagine è stata svolta dall’information management department di Krauthammer International e il commento è stato curato dal marketing department.

 

Krauthammer International

Krauthammer International è una società di consulenza per la formazione e l’addestramento che fungendo da catalizzatore aiuta le persone e le aziende a passare da un "know-how" generico (per esempio, l’accordo sulla cultura aziendale auspicata) al "show how" (la capacità di agire in linea con la cultura aziendale auspicata).

 

I consulenti Krauthammer International sono scelti per la capacità di esplicare la propria funzione di training / addestramento incentrata sull’attività pratica, agendo “sotto pelle”. L’omogeneità sul piano internazionale e lo sviluppo costante della professionalità dei consulenti sono assicurati dalla Krauthammer University che ogni consulente frequenta per 4 – 5 settimane all’anno.

 

Fondata nel 1971, Krauthammer International ha 140 consulenti a tempo pieno, responsabili dei programmi di formazione in oltre 51 paesi, con un portafoglio clienti che annovera 150 delle 500 società più importanti.

 

location of Krauthammer offices

 

Fasi successive

Vuoi saperne di più? Rivolgiti a Steffi Gande 00 32 2 359 96 90, Steffi_Gande@krauthammer.com

 

nuovo: la scuola internazionale di imprenditorialitàLa Scuola Internazionale di Imprenditorialità

 

Se credi, come nove persone su dieci, oppure se così crede qualcuno del tuo staff, che l’imprenditorialità sia vitale per la sopravvivenza delle organizzazioni, ti farà piacere sapere che Krauthammer International ha elaborato un metodo innovativo per insegnarti a sviluppare la tua imprenditorialità.

 

La Scuola Internazionale di Imprenditorialità offre il meglio sul piano teorico e pratico, è all’avanguardia nell’arena internazionale, è pragmatica, aperta alla discussione e mira al nocciolo delle questioni. Un team d’eccezione di imprenditori Krauthammer, gli specialisti culturali Trompenaars-Hampden-Turner e i tuoi colleghi provenienti da tutto il mondo, si riuniranno a Londra dove potranno scegliere tra numerose proposte adatte ad ogni esigenza, dal pacchetto di una settimana alle sessioni personalizzate di due ore. Il nostro obiettivo è esplorare, sondare, raccogliere, testare, e perfezionare sul piano teorico e pratico l’imprenditorialità internazionale.

 

Clicca http://ise.krauthammer.com/ per avere maggiori informazioni e iscriverti

 

 

 
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